Oggi è un gran giorno per Triumph Owners Club Italia. Lo scorso fine settimana, a Newcastle-Upon-Tyne (UK), si è tenuta l’assemblea generale del Triumph Owners Club (TOMCC.) Ogni anno in questa occasione viene annunciato il vincitore del ‘THAT’ Trophy, premio assegnato alla branch che ha meglio performato nel corso dell’anno..
Il Trofeo venne assemblato dagli operai della storica Meriden Factory nel loro tempo libero, usando pezzi di ricambio avanzati ed un pizzico di creatività artistica. Dato l’aspetto piuttosto esoterico del Trofeo, ogni volta che se ne parlava e qualcuno lo vedeva, finiva per esclamare “Oh, THAT Trophy” – e così THAT gli è rimasto appiccicato, finendo per diventarne il nome.
Triumph Owners Club THAT Trophy
A nome del consiglio direttivo tutto desidero esprimere il mio ringraziamento a tutti i soci che ci hanno aiutato a far partire la branch Italiana e che si prodigano per contribuire alla sua crescita.
Ora si pone il problema di ritirare il Trofeo… sarebbe bello mostrarlo al prossimo Raduno Nazionale in val d’Orcia, a Giugno.
La Numero Tre è stata la società che ha importato in Italia le motociclette Triumph dal 1991, anno di rinascita dell’azienda inglese, fino al subentro diretto della casa madre nel 2002.
Logo ufficiale Numero Tre
E’ stata un’avventura incredibile portata avanti con tenacia da Carlo Talamo che, dopo aver creato il fenomeno Harley-Davidson in Italia, si è impegnato in questa nuova sfida con le neonate motociclette britanniche. Ma la Numero Tre non è solo Talamo, è anche l’insieme di tutte le persone che hanno contribuito a far crescere questa piccola azienda passando dalle 39 moto vendute nel 1992 alle quasi 2500 del 2001.
Già nel giugno del 1991 Motociclismo riportava “Per quanto riguarda l’Italia, la Numero Uno di Carlo Talamo ha in corso avanzate trattative di rappresentanza; comunque se tutto va bene il prossimo anno potremo vedere nel nostro mercato le risorte Triumph” e pochi mesi dopo, precisamente nell’ottobre del 1991, nasce la Numero Tre S.r.l. come importatrice esclusiva Triumph nel nostro paese.
Perché “Numero Tre”? Per l’importazione delle Harley-Davidson nel 1984, Carlo Talamo e soci avevano scelto “Numero Uno” perché il numero “1” compariva ovunque nei cataloghi e pubblicità Harley-Davidson americane dell’epoca. Carlo inoltre non amava i numeri pari; inoltre Tre e Tri (umph) hanno la stessa radice, con la felice combinazione che le nuove Triumph avevano motori a 3 cilindri (quattro modelli su sei). Numero Tre era il logo più appropriato per rilanciare il marchio Triumph in Italia.
Il Salone Motociclistico di Milano del Novembre 1991 fu l’occasione per presentare le nuove moto al pubblico italiano. La partecipazione della neonata Numero Tre al Salone fu decisa all’ultimo momento per non perdere l’appuntamento con gli appassionati che sempre numerosi partecipano a questa manifestazione. Dall’Inghilterra arrivarono le sei motociclette successivamente esposte al salone: una di queste è ancora circolante ed è iscritta al Registro Storico Triumph (RST nr.001). A Carlo e compagni le grafiche delle moto non piacevano, ma non ci fu il tempo necessario per compiere un qualunque intervento migliorativo perché arrivarono giusto il giorno prima dell’apertura della fiera e vennero esposte così come erano, con le livree originali.
Eicma 1991: Alcune delle Triumph esposte (da Motociclismo)
Nel 1992 in via Niccolini 25, a Milano, apre il primo storico concessionario Numero Tre. Carlo, dopo aver venduto le primissime moto, chiama Beppe Sacchi a gestire il nuovo negozio. Sacchi, in mezzo alle moto da quando era ragazzino, collaborerà con Triumph fino al 2004. Beppe Sacchi è forse la persona più conosciuta dai triumphisti dei primissimi anni ’90: quasi tutte le moto vendute in Italia nel ’92 e nel ’93 hanno il contratto di vendita firmato da Beppe. Se Carlo spingeva le moto con la stampa, con le pubblicità e facendole guidare per Milano a personaggi più o meno famosi, Beppe era colui che accoglieva i clienti in negozio e che alla fine vendeva le motociclette. All’officina della Numero Tre di Milano, gestita da Carlo e Beppe, lavoravano anche Eligio Baita e Luca Ciapponi. Eligio, in Numero Uno dal 1990, continua a prendersi cura delle Triumph ancora oggi.
1992 – La Numero Tre in via Niccolini (la seconda da sinistra è la RST nr. 001)
I primi tempi furono difficili, nessuno sapeva che esistevano le Triumph e nessuno le voleva. Viste le scarse vendite Carlo iniziò a modificarle esteticamente per renderle più attraenti: verniciature, cupolini, accessori fatti in casa, scarichi, strumentazione… Questa voglia di creare special e di inventare modifiche è stata un po’ la chiave di vendita dei primi anni e anche la fortuna di qualche concessionario, uno per tutti Nicola Martini della Numero Tre Verona che ha seguito l’esempio di Carlo e tutt’oggi gioca con le moto e crea nuove special su base Triumph.
Gli anni dal 1993 al 1995 saranno molto proficui dal punto di vista delle special: Trident Alu, Megasprint, Speed Four 1200, Post Atomica, Thunderbird Sport. Altre special uscite dalla Numero Tre, e volute ad Carlo Talamo, sono la Thunderbird SuperSport del 1997, Baby Speed del 2000, la Bonnie Cafè Racer (2001), la Bonnie Scrambler (2002) , la Tiger Sport (2002), la RS.S (2002), la Speed Triple S (2002).
Nel 1994, grazie anche all’arrivo della prima Speed Triple, le vendite iniziano a decollare e entro la fine dell’anno verranno vendute 192 motociclette, il doppio dell’anno precedente.
1994 – Carlo Talamo e la Speed Triple
Il 1995 vede l’arrivo di Mario Lupano che ricoprirà il ruolo di Amministratore Delegato di Triumph Italia dal 2002 al 2012, e quasi 400 Triumph vendute.
Nel 1997 arrivano le nuove Daytona T595 e Speed Triple T509 che fissano il punto di svolta nelle vendite in Italia: i 568 esemplari venduti nel ’97 trasformano la Numero Tre nel quinto distributore al mondo delle motociclette Triumph dopo l’Inghilterra, Stati Uniti, Germania e Francia. Negli anni successivi la Numero Tre farà sempre meglio: 868 Triumph immatricolate nel ’98 e ben 1657 nel 1999!
1996 – La prima Daytona T595 arriva ad Arese, nuova sede della Numero Tre
Nel 2000 Carlo Talamo, avendo ceduto la rete vendita Numero Uno alla Harley-Davidson, ha molto più tempo libero per creare nuove special e, grazie all’arrivo della nuova Bonneville, Carlo ha un’ottima base di partenza dalla quale creare nuove special modern classic: sue sono infatti le prime versioni “Scrambler” e “Cafè Racer” su base Bonneville.
Nel 2002 la Numero Tre viene ceduta alla casa madre: nasce così Triumph Italia S.r.l. e si chiude un’era.
Possiamo sicuramente affermare che la Numero Tre, intesa come distributore italiano delle Triumph, nasce e muore assieme Carlo Talamo: è infatti grazie alla passione, alla testardaggine e alle sue possibilità economiche che la Numero Tre ha saputo superare i primi difficili anni di vita e successivamente consolidare il successo ottenuto.
Se volete approfondire la storia della Numero Tre potete visitare questa pagina di Fedrotriple: La Storia della Numero Tre.
(Sandro Zornio – Registro Storico Triumph & Fedrotriple)
Con grande piacere apriamo le iscrizioni per il Raduno Nazionale 2019 che quest’anno si terrà in Toscana, nella meravigliosa Val d’Orcia, dal 21 al 23 Giugno. Il nostro Nicola “Dr. Nick” Mazza ha preparato un raduno speciale, con soggiorno convenzionato in una splendida wellness a San Quirico d’Orcia (Siena.)
Come preannunciato, quest’anno si celebrano i 70 anni dalla fondazione del Club. Nella giornata di Sabato 22 percorreremo dunque le 70 miglia certificate che consentiranno ai partecipanti di aggiudicarsi il riconoscimento speciale messo a disposizione dalla sede di Londra (TOMCC HQ.)
Un’altra sorpresa di quest’anno è il gemellaggio col Registro Storico Triumph, coi membri del quale condivideremo questo week-end di motociclette, turismo, piaceri culinari e soprattutto, buona compagnia.
Ricordiamo che a differenza degli altri eventi organizzati nel corso dell’anno, il Raduno è riservato ai soli soci del Club e alle loro famiglie. Per conoscere gli altri eventi programmati (e non abbiamo ancora finito!) consulta il nostro calendario.
Oggi facciamo un salto nel tempo di quasi un secolo, più precisamente torniamo ai primi anni ’20 quando la Triumph di Coventry inizia la progettazione della “Riccy”, la monocilindrica 500cc a quattro valvole in testa che diventerà una delle motociclette più veloci dell’epoca.
1924 – Triumph “Riccy” (foto tratta da Legend Bike settembre 1995)
Allora come oggi, per essere competitivi in gara, era necessario un continuo lavoro di sviluppo per migliorare le prestazioni del proprio modello sportivo e Triumph non faceva eccezioni. Le monocilindriche prodotte a Coventry ottennero buoni successi in campo sportivo anche grazie all’affidabile motore a valvole laterali disegnato dai primi progettisti della casa inglese.
Nel 1919 con la partenza di Mauritz Schulte, uno dei soci fondatori di Triumph, si decide di appoggiarsi a Harry Ricardo per lo sviluppo del nuovo propulsore da gara. Harry Ricardo, il cui nome è ancora oggi famoso nel campo della consulenza motoristica, era un eccellente tecnico e fu uno dei primi a dedicarsi allo studio del motore a scoppio e nello specifico nella conformazione della camera di combustione.
Il nuovo monocilindrico 500cc era in grado di erogare circa 20 cavalli e venne portato in gara nel corso del 1921. L’anno del debutto non fu ricco di soddisfazioni ma già dal 1922 la Triumph “Riccy” raccoglierà molti successi tra cui il secondo posto al Senior TT e ben tre record mondiali a Brooklands : velocità 500cc percorrendo 123,3 km (76,74 miglia) in un’ora, 50 miglia (80,5 km) alla media di 124,4 km/h (77,27 mph) ed il record sul miglio a 141,3 km/h (87,8 mph).
1924 Triumph “Riccy” – Particolare del monocilindrico 500cc 4 valvole in testa (foto tratta da Legend Bike settembre 1995)
Il modello stradale, derivato dai prototipi utilizzati nelle competizioni, entra in produzione tra il 1921 e il 1922 dotata però di un cilindro in ghisa a differenza di quello in acciaio utilizzato nelle gare. Capace di una velocità massima di circa 130 km/h (!), la Triumph 3 1/2hp R Type R verrà prodotta in circa 2000 esemplari fino al 1927 circa.
Manca solo un mese al primo evento del Triumph Owners MotorCycle Club: il Triumph Black Rally di Sestri Levante in Liguria. Occasione ottima per tirare fuori le nostre moto dopo il lungo inverno, soprattutto nella splendida Liguria che gode di un clima particolarmente favorevole già ai primi giorni di primavera.
Ti ricordiamo che è necessario iscriversi entro e non oltre il 16 di Marzo 2019, manca poco! Programma, info e modulo di iscrizione sono disponibili alla pagina dell’evento, sul nostro sito.
Siamo lieti di annunciare il secondo moto-giro ufficiale TOMCC del 2019: il Collio Friuliano Ride. Il nostro Vincenzo “Enzo” Chirivì ci porterà a visitare questa affascinante terra di confine fatta di dolci colline, piccoli borghi, e ottimi vigneti.
Organizzato assieme agli amici Pochi ma Bonnisti, il giro è aperto a tutte le moto Triumph e si realizza interamente nella giornata di Sabato 18 Maggio 2019, con il Venerdì sera e la Domenica a disposizione per chi arriva da più lontano.
Maggio è il mese ideale per visitare quest’angolo d’Italia: il clima è perfetto, le cantine sono aperte, il vino è pronto per l’assaggio. I gruppi locali TOMCC stanno già cominciando ad organizzarsi per convogliare con le loro Triumph verso il Friuli.
Il programma completo e tutte le informazioni al link qui sotto:
Lo sapevate che negli anni anni ’60 la Bonneville era la motocicletta di serie più veloce disponibile sul mercato? E che la stessa Triumph era una delle più grandi case motociclistiche al mondo? Nel 1969 negli stabilimenti di Meriden vennero prodotte ben 46.800 motociclette (record storico della casa inglese), tuttavia in meno di dieci anni l’azienda si ritroverà ad un passo dal fallimento. Oggi la nuova Triumph di Hinckley produce oltre 50.000 motociclette all’anno. In queste poche righe riassumiamo la storia della rinascita di Triumph.
Nel dicembre 1983 la storica fabbrica di Meriden viene demolita dopo oltre 40 anni di attività. Al suo posto la Tarmac Homes costruisce un nuovo quartiere residenziale le cui vie sono intitolate alle gloriose Triumph (Bonneville Close e Daytona Drive).
La Bonneville dell’autore fotografata a Bonneville Close road nel 2016
Allo stesso tempo il presidente della vecchia cooperativa Triumph, John Rosamond, è in contatto con i possibili compratori del marchio Triumph ed i relativi diritti ai quali sono interessati: i f.lli Castiglioni della Cagiva, Mr. Teerlink di Harley-Davidson, due imprenditori non meglio conosciuti (Mr. Shah e Mr. Hall), due consorzi indiani e l’imprenditore edile inglese John Stuard Bloor (JSB). Come ben sapete fu proprio quest’ultimo ad ottenere i diritti sul marchio e sulla proprietà intellettuale di Triumph.
La nuova società fondata da John Bloor nel 1984, e denominata “Bonneville Coventry Limited”, è catalogata nei documenti ufficiali dell’epoca come azienda costruttrice di motociclette, abbigliamento ed accessori. Poco tempo dopo l’azienda cambierà la propria ragione sociale in “Triumph Motorcycles (Coventry) Limited”. Già nel 1985 si mettono le basi per la rinascita della casa inglese e, in mancanza di uno stabilimento vero e proprio, le prime attività di test e sviluppo vengono portate avanti nella piccola sede in Collier Street. Con la fine del 1986 tutta la gamma dei motori è, almeno sulla carta, definita. Nel 1987 il primo prototipo del motore 1200cc a quattro cilindri raffreddato ad acqua inizia a girare al banco per i primi test. Nel corso dell’anno le prime unità a quattro cilindri 1200cc e a tre cilindri 750cc vengono montate in alcune motociclette camuffate, si narra, con carenature Kawasaki: iniziano i primi test su strada.
Nel 1988 inizia la costruzione del primo stabilimento di Hinckley (Factory T1) dove nell’anno successivo verranno istallate le linee di produzione. Il 29 Giugno del 1990 John Bloor scopre le carte e apre le porte del nuovo stabilimento di Hinckley a parte della stampa specializzata: alcuni giornalisti selezionati sono invitati a visitare il nuovo complesso industriale nel Leicestershire e le modernissime linee di produzione. Con l’occasione ai giornalisti presenti viene svelata in anteprima la nuova gamma Triumph destinata a essere presentata al pubblico in occasione del salone di Colonia da lì a pochi mesi.
Le nuove Triumph sono svelate al grande pubblico il 19 settembre del 1990 in occasione del salone motociclistico di Colonia dove è esposta la nuova gamma mossa da moderni motori a tre e quattro cilindri: le nude Trident 750 e 900, le gran turismo Trophy 900 e 1200 e le sportive Daytona in versione 750 e 1000cc.
John Bloor invita a Colonia tutti i collaboratori che dal 1984 hanno partecipato alla rinascita di Triumph.
1990 – Triumph al Salone di Colonia del 1990
1990 – Triumph Factory T1 (Montaggio motori)
Maggiori approfondimenti su questo argomento sono disponibili nella seguente pagina del Registro Storico Triumph: Storia Triumph 1983-1990.
Con grande piacere vi annunciamo il primo moto giro del Calendario 2019 del Triumph Owners Club Italia. Il nostro Paolo “Kappa” Capozio ci propone il Black Rally, un affascinante itinerario in Liguria, tra mare e monti con base nella splendida Sestri Levante:
Un tour molto bello, con un sacco di curve e tantissimi contrasti, scelto appositamente per cercare di far conoscere i vari aspetti della Liguria, non solo quelli più conosciuti… Il mare e la montagna, le terrazze di ulivi ed i boschi di castagni, la sabbia di Sestri Levante e l’ardesia, l’oro nero della Val Fontanabuona! E visitare una cava di ardesia…non capita tutti i giorni, neanche a noi liguri… Vi aspetto a braccia aperte.
Basilica dei Fieschi, punto di ritrovo e partenza del Black Rally
La Liguria è una regione particolarmente fortunata dal punto di vista climatico, già ai primi di Marzo è piacevole girarla in moto. Su consiglio di Claudio ne approfittiamo senza indugio, godendoci il poco traffico e le migliori condizioni economiche, ritrovandoci Sabato 6 Aprile per il Black Rally, con arrivi già dal Venerdì pomeriggio e partenze la Domenica mattina per chi viene da più lontano.
Visiteremo le storiche cave di ardesia, l’oro nero della Val Fontanabona
Il programma completo e info su costi e prenotazione sono disponibili sul nostro sito, alla pagina dedicata al Black Rally:
Quest’anno (2019) cade il 70esimo Anniversario dalla fondazione del Triumph Owners’ Motor Cycle Club. Era infatti il Novembre del 1949 quando uno sparuto gruppo di appassionati si riunì nella Church Hall di Acuba Road, Wandsworth, South London (demolita negli anni 80), per fondare il Club.
In origine il nome doveva essere “Triumph Motor Cycle Club” ma Edward Turner, preoccupato di distinguere chiaramente il Club dalla fabbrica, propose l’aggiunta di quel “Owners” nel mezzo. Questa scelta influenzò i nomi di molti altri Club nel mondo – ovunque si rinvenga un ‘Owners’ nel nome del Club (e ce ne sono tanti), lo si può far risalire direttamente alla fondazione di TOMCC.
Per celebrare degnamente questo anniversario ogni Branch è invitata dal HQ ad organizzare un ride della lunghezza 70 miglia certificate. Ogni membro che completerà la distanza sulla sua Triumph riceverà un riconoscimento speciale dal HQ.
Per quanto riguarda noi di TOMCC Italia, pensiamo di tenere il ride di 70 miglia certificate in occasione del raduno nazionale, che quest’anno si terrà in Chianti il 22 Giugno.
Con la stagione 2019 Triumph Motorcycles tornerà, dopo molti anni, al vertice delle competizioni motociclistiche grazie al nuovo propulsore tricilindrico 765cc (oltre 140 cv di potenza massima) che equipaggerà i prototipi del campionato mondiale Moto2.
2018 – Prototipo Moto2 Triumph
Nel corso della lunga storia di Triumph le competizioni non sono mai state l’obiettivo primario di chi, in epoche diverse, fu ai vertici della casa britannica. Tuttavia, in alcuni periodi Triumph è stata fra le case più vittoriose in senso assoluto. In questo senso vanno sicuramente ricordate le prime pioneristiche gare organizzate, agli inizi del ‘900, nelle polverose strade di allora piene di buche ed insidie. A quei tempi riuscire a terminare una gara era già considerato un grande successo indipendentemente dalla posizione al traguardo.
La competizione più famosa dell’epoca era sicuramente il Tourist Trophy che si disputava all’isola di Man: dovete pensare a questa competizione come al campionato mondiale odierno. All’epoca non esistevano circuiti appositamente pensati per le competizioni e quest’ultime si svolgevano su strada (nel 1907 venne inaugurato l’autodromo di Brooklands, il primo circuito al mondo espressamente progettato per le competizioni motoristiche). Le prime gare sull’isola di Man si disputarono su strade per lo più non asfaltate sempre con il pericolo che qualche pecora o dell’altro bestiame attraversasse la strada, per non parlare poi dell’eventualità della pioggia che rendeva le strade fangose e scivolosissime.
Una vittoria al TT di quegli anni deve essere considerata come la vittoria odierna del campionato mondiale MotoGP!
1912 – Una rara foto del TT di Man
Il TT nasce nel 1907 e già nel corso della prima edizione la classifica vede ben due Triumph sul podio: Jack Marshall e Frank Hulbert, entrambi in sella alla Triumph monocilindrica da 476 cc, rispettivamente al secondo e terzo posto. La gara fu vinta da Charlie Collier in sella alla Matchless, ma la sua vittoria fu contestata perché Collier utilizzò i pedali durante la gara (!) riuscendo così a rimanere entro i limiti di consumo previsto dal regolamento.
Nel 1908 si disputa la seconda edizione del TT: il risultato finale sarà incredibilmente importante Triumph dal punto di vista delle prestazioni e, soprattutto, dell’affidabilità: Jack Marshall vince la gara in sella alla Triumph 475cc con una velocità media di 65 km/h segnando anche il giro più veloce a 69 km/h e, nelle prime dieci posizioni della classifica ci sono altre sei Triumph!
1908 – Jack Marshall vittorioso al TT di Man (foto tratta da “Triumph Singles di Roy Bacon)
Un’altra curiosità che forse non tutti gli appassionati Triumph conoscono è legata al CIV, il Campionato Italiano Velocità, che nella sua prima edizione disputata l’8 ottobre 1911 vede vittorioso Carlo Pusterla in sella ad una Triumph monociclidrica 500cc.
(Sandro Zornio – Registro Storico Triumph)
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